Dopo aver letto l’ennesimo articolo sui giornaletti locali contro la nostra proposta del registro delle unioni civili volevamo rispondere esprimendo in maniera più dettagliata la mozione presentata in dicembre 2012 dal M5S di S.G.Lupatoto.
Gentili firmatari di MeglioCostruireLaFamiglia
Seguendo la traccia del vostro articolo, notiamo con piacere che in prima posizione è posto il concetto di “rapporto duraturo” in contrapposizione al “solo sentimento”. Permetteteci fin da subito di chiarire la nostra posizione:
l’amore è un concetto universale e come ogni cosa universale è duratura nel tempo.
Non ci sono categorie di amore, né amori migliori di altri. Chi siamo noi per giudicare se l’amore tra due persone è guidato solo dal mero sentimento passeggero? Solo perché non si sposano?
Se il motivo è questo, allora siamo mortificati nell’apprendere che l’amore da voi venga ritenuto superato dall’ importanza di un contratto (sia esso civile o religioso) come garanzia di durata. Questo non lo possiamo accettare.
Nessun contratto può valere di più dell’amore.
Riguardo alla vostra affermazione, che divide “il benessere dell’ io” come criterio per giudicare ogni cosa, opponendolo ad una società solidale, non vediamo come queste due affermazioni possano essere in antitesi e vorremmo analizzarle singolarmente.
Nella Costituzione italiana il “pieno sviluppo della persona umana” è valore sancito dall’ articolo 3. La realizzazione sul piano oggettivo della persona umana, della propria essenza, vale a dire su un piano inter-soggettivo visibile e condivisibile da tutti, è intesa come identica sul piano soggettivo alla felicità del singolo (come sosteneva il filosofo Socrate). La nostra società promuove dunque nella stessa Costituzione il diritto alla felicità, che è a tutti gli effetti “benessere dell’ io”.
Lo stesso benessere personale ricade poi sulla società intera, se ottenuto da persone oneste, che condivideranno la loro felicità. Pertanto quali sono i vostri criteri di società solidale? Sono criteri di negazione dei diritti individuali e della felicità? Amore è unione di due persone, che si donano l’uno all’altro in uno scambio reciproco. Qualora mancasse la felicità di una parte, anche la seconda ne risentirebbe. Dunque l’individuo è sempre importante.
Affermare che si stia abusando della parola “famiglia” per descrivere altre realtà e scardinare la verità, significa chiudere gli occhi sulla costante evoluzione dell’essere umano e delle sue società, e sul fatto che ogni termine nella storia si modella per comprendere nuove realtà.
La realtà attuale è che tutti gli Stati e le Istituzioni internazionali stanno sancendo il diritto delle persone di legarsi a chi vogliono e come vogliono. In un Paese libero e laico questi problemi non dovrebbero nemmeno sorgere e si dovrebbe accettare il cambiamento adattando gli strumenti sociali alla nuova convenzione sociale.
Ognuno è uguale davanti alla legge, che sia uomo, donna, gay o lesbica. E’ una libertà imprescindibile, che si pone davanti ad ogni omofobia, paura, o tentativo di rimanere in uno status quo non adattabile al mondo moderno.
Affermate che la società sarebbe più crudele senza l’esistenza dell’istituzione della famiglia, e poi con la stessa bocca la volete negare a molti.
In un momento di crisi economica, infatti, possiamo portare numerosi esempi di coppie che non si sposano per mancanza di fondi. Il fatto che la società già ostacola questa possibilità deve portare anche alla negazione dei diritti di coppia? Volete davvero negare a queste persone la possibilità in caso di malattie gravi di avere parere sulla salute reciproca? Se una coppia non sposata ma con figli dovesse avere dei problemi seri di salute il genitore non avrebbe la possibilità di assistere il proprio caro.
Volete davvero dare un appellativo di serie B a delle vere e proprie famiglie ostacolate dal mero costo delle convenzioni sociali?
Infine, un ultimo pensiero in merito alle coppie dello stesso sesso. Vorremmo farvi notare che nel 2013 é assurdo pensare di ostracizzare questa naturale e normale condizione che esiste da quando esiste il mondo. Già al tempo dei filosofi greci l’omosessualità era considerata una condizione naturale e in una società avanzata come la nostra, regredire ad una tale concezione medioevale, intollerante e oscurantista ci pare assurdo.
Se fosse per voi.. torneremo a bruciare le streghe!
Aggiungiamo la problematica di numerose famiglie distrutte dopo pochi anni di matrimonio che chiedono il divorzio con estrema facilitá, perchè si sposano altrettanto facilmente, senza ricevere nessun tipo di aiuto a capire cosa è la vera affettività e una sessualità matura.
Citate poi il “diritto naturale” ai figli che questa mozione avrebbe stravolto. Alcune domande che sorgono spontanee:
ma davvero pensate che l’omossessualità sia un virus che si trasmette stando assieme a persone omossessuali?
Come spiegate l’esistenza di figli omosessuali nati da genitori eterosessuali? Sono stati cattivi genitori?
Poi dite che è contro natura per una coppia omosessuale avere diritto a dei figli. Siete sicuri che i bambini abbandonati o senza genitori saranno adulti migliori se cresciuti in orfanotrofio?
Se davvero siete conviti delle vostre idee attivatevi per aiutare le cosiddette “famiglie regolari”, insegnate ai giovani una corretta educazione sentimentale, datevi da fare proponendo un modello alternativo, offrendo una prospettiva. Le scelte di ciascuno di noi non devono limitare il diritto alla felicità degli altri.
La libertà del nostro prossimo è la condizione e la conferma della libertà individuale di ciascuno di noi.