È stato un settembre davvero carico di EMOZIONI quello appena trascorso!
Tante novità, molte delle quali non particolarmente gradite.
Andiamo con ordine. Con il finire della stagione estiva tutti i consiglieri dell’opposizione richiedevano un consiglio comunale aperto per la tematica “rifiuti zero” convinti che fosse una buona iniziativa per collaborare con l’amministrazione.
Richiesta respinta con motivazioni risibili e consiglio comunale convocato alle 18.00, orario abbastanza scomodo per chi volesse (almeno) seguirlo. Inoltre, nelle due ore a disposizione (alle 20.00 era stata convocata la 2° Commissione) se ne è persa una e mezza a polemizzare su come la richiesta di consiglio aperto fosse per la maggioranza un’azione deliberata di non collaborazione da parte dei richiedenti nonché attacco politico.
Ma che bisogno c’era di parlarne per così tanto tempo? Solo dopo che il nostro portavoce Andrea ha dichiarato «Ok! Abbiamo capito tutto, ma ora iniziamo a parlare del tema rifiuti zero e non di slogan!» il dibattito si è spostato su PROPOSTE ed IDEE.
Alla fine a cosa si è giunti? Alla determinazione (non ufficiale) di un tavolo con esperti al quale abbiamo subito presentato il suggerimento di coinvolgere tutti i gruppi consiliari. Niente di eccezionale, ma da come si era partiti almeno un piccolissimo risultato si è ottenuto.
Dopo pochi giorni si è svolto il secondo consiglio comunale del mese, tematica principale IMU e bilancio. L’inizio è stato a dir poco sconcertante: alcuni punti dell’ordine del giorno sono stati cancellati dalla seduta perché i relativi documenti non sono stati consegnati entro i termini di regolamento. Questo infatti prevede (art. 37 comma 1 e 38 comma 1) che documenti e disposizioni debbano essere presentati almeno 5 giorni FERIALI, INTERI e LIBERI prima di quello stabilito; vale a dire senza contare il primo ed ultimo giorno. Dopo una piccola pausa per decidere sul da farsi (altra mezz’ora persa) il Presidente del Consiglio ha preso atto dell’errore e ha comunicato che gli argomenti omessi dovranno essere discussi in una seduta urgente convocata per il sabato pomeriggio successivo.
Entrando nel merito degli argomenti rimasti, la batosta più grossa non è stata quella che hanno preso i consiglieri costretti per più di 5 ore sulle sedie della sala ma quella che tutti i commercianti, artigiani e industriali di S.Giovanni si dovranno sorbire dalla prossima scadenza della rata IMU: un aumento di aliquota al 10,6 per mille (il massimo consentito!) sui loro fabbricati, qualora fossero proprietari dell’immobile in cui svolgono la propria attività, ed anche per tutte le seconde case. Pure l’aliquota sui fabbricati rurali ad uso strumentale è passata da 1 a 2 per mille.
Altra tematica trattata in consiglio che ci rattrista è la volontà di vendere alcuni immobili del Comune per cercare di “far cassa”: 14 appartamenti tra San Giovanni e Raldon messi nell’albo delle alienazioni (cioè il registro dei beni in vendita) insieme alla storica piscina.
Sembra che ci sia un senso di arrendevolezza nei confronti di obiettivi importanti e secondo il nostro pensiero vendere i beni non è mai una scelta giusta.
Se il periodo di crisi durasse ancora tanti anni cosa faremmo una volta venduto tutto?
Fortunatamente, però, negli ultimi giorni sembra che ci siano discrete possibilità che l’intero gettito IMU resti ai Comuni. Perciò lanciamo sin da ora la nostra proposta: con il prossimo anno invitiamo l’amministrazione ad abbassare le aliquote, sicuramente al di sotto anche dei 7,6 millesimi per seconde case, fabbricati, negozi, etc.. stabilito con la prima rata di pagamenti. Inoltre vorremmo che le aliquote venissero modulate secondo il reddito. Se il gettito resterà totalmente nelle casse comunali, non vediamo quali siano i motivi per mantenere una tassazione così alta (tra le più alte d’Italia).
In conclusione vorremmo parlare di quanto è accaduto, sempre in questi ultimi giorni, sul progetto ex-Saifecs. Lo si può definire un clamoroso colpo di scena nell’operazione per la riduzione dei volumi edificabili. E non positivo.
Apprendiamo da “L’Arena” che Sit Srl, proprietaria dei circa 90mila metri quadrati dell’area dell’ex cartiera, annuncia che «causa la mancata risposta alla manifestazione di interesse che Sit srl ha presentato presso il Comune lo scorso 3 agosto, la società è obbligata a recedere dalla proposta ed a riprendere l’autorizzazione del vecchio piruea che, ancora oggi, permette la costruzione di 140mila metri cubi nell’area».
Come? Perché la ditta costruttrice non ha ricevuto risposte?
Che intenzioni ha il sindaco in merito e perché ha disatteso un appuntamento così importante?
C’è stato anche in questo caso un accordo parallelo “sottobanco” come nel caso del ballottaggio?
La volumetria edificabile doveva registrare una riduzione da 140mila metri cubi a 105mila e la quota di fabbricati a destinazione residenziale ridursi da 120mila a 80mila metri cubi.
Il Sindaco sostiene che, nonostante ci sia volontà a lavorare in tal senso, i tempi della Sit non collimano con quelli del Comune.
Ricordiamo anche l’adesione votata all’unanimità nel mese di Luglio al progetto Salviamo il Paesaggio che in questo caso risulta essere di grande attualità. Questa è una parte del testo della delibera: scongiurare che i piani urbanistici siano realizzati lontano dai bisogni effettivi delle comunità locali e prevedano nuovo consumo di suolo nonostante l’ampia disponibilità edilizia già esistente.
Ora noi sentiamo l’estrema necessità di aprire un dibattito pubblico!
Convochiamo una consulta popolare e ascoltiamo le proposte dei cittadini e dei comitati. I problemi si risolvono anche così e soprattutto lo dobbiamo fare in tempi rapidi!
Questo è il tipo di collaborazione che vogliamo dare, non solo nelle aule o commissioni, ma anche nella vita di tutti i giorni.
3 ottobre 2012
Tu chiamale se vuoi… Emozioni!
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