Negli ultimi giorni molte persone ci chiedono come e dove firmare i “referendum contro la casta”.
La nostra inesperienza ci ha portati a prendere per buona questa richiesta di referendum senza però cercare maggiori informazioni a riguardo…
Ebbene ci siamo sbagliati!
Per questo vorrei chiarire che questi referendum, allo stato attuale delle cose, sono una bufala!
I referendum che circolano, mirati ad abolire gli stipendi d’oro e le prebende dei parlamentari, sono due: uno, del Comitato del Sole, prevede l’abolizione di quasi ogni prerogativa, mentre l’altro, dell’Unione Popolare, in realtà prevede la sola abolizione della diaria ai parlamentari, che è di circa 3000 euro al mese (moltissimo per noi ma poco per loro, rispetto al totale). Questo secondo referendum lascia particolarmente perplessi quando si scopre che i promotori vengono dall’UDC e che il risparmio ottenuto sarebbe di 39 milioni di euro l’anno, a fronte di un costo di 300-400 milioni per svolgere il referendum.
Il motivo per cui questi referendum sono una bufala è presto detto: il referendum abrogativo è regolato da alcuni articoli della legge 352 del 1970. Basta leggerli per scoprire che:
1) non è possibile svolgere un referendum in contemporanea con le elezioni politiche, e se vengono convocate le elezioni politiche le procedure referendarie vengono sospese e rinviate di un anno (art. 34);
2) è vietato depositare le firme di un referendum nell’anno (solare) precedente a quello delle elezioni politiche (art. 31);
3) le firme si potranno eventualmente depositare dal 1 gennaio (art. 32);
4) le firme devono essere depositate entro tre mesi dall’inizio della raccolta (art. 28).
Tutto questo fa sì che le firme raccolte in questo periodo siano nulle e inutilizzabili; il primo giorno possibile per depositare le firme per un referendum è il 1 gennaio 2013, ma in questo caso, per via del punto 4, sarebbero valide soltanto le firme raccolte dopo il 1 ottobre 2012. In tal caso, comunque, il referendum potrebbe svolgersi soltanto nel 2014 o addirittura nel 2015, se le elezioni politiche fossero successive al 1 maggio 2013 (vedi qui). Si fa molto prima a votare alle politiche dell’anno prossimo per i partiti che si impegnano a tagliare gli stipendi!
Ma allora, perché qualcuno si dà la briga di mettere in piedi una campagna del genere, e una volta avvertito del problema (come avvenuto per entrambi i comitati da diversi giorni) continua bellamente la raccolta? Ognuno lo può ipotizzare da solo.
Può benissimo essere semplice ignoranza, leggerezza o cattiva interpretazione della legge. Quando invece la proposta viene da persone con un lungo curriculum di attivismo nei partiti, credo sia più legittimo pensare male. E allora faccio notare che anche per i referendum sono previsti i rimborsi elettorali, e che in caso di successo il comitato referendario incasserebbe milioni di euro a cui nessuno dei due ha dichiarato di voler rinunciare; senza parlare della quantità di apparizioni televisive e della pubblicità ottenuta dai promotori.
Quindi ci scusiamo con tutti quelli che sono stati illusi da questa iniziativa (noi per primi) e ci attiviamo subito per bloccare questa raccolta firme (andando a togliere i moduli anche in comune).
Vi ricordiamo invece che esiste una campagna “sana”, partita da Venezia, con comitato promotore alcuni ragazzi del MoVimento 5 Stelle in Veneto per la proposta di legge di iniziativa popolare denominata Zero Privilegi Veneto nella quale si chiede il taglio di stipendi, vitalizi, benefit e privilegi degli amministratori Regionali per norma di legge e non tramite un referendum (che poi dimenticherebbero comunque in un cassetto come quello per l’acqua dell’anno scorso).
Non facciamoci infinocchiare! Su le antenne ragazzi!!



