“Caro … Cimitero, ti scrivo”

2591cimitero sgl 14 10 2010 002

Oggi parleremo di un argomento che purtroppo abbiamo già toccato altre volte. Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni dai cittadini che indicavano lo stato pietoso in cui versa il nostro cimitero. A cosa è servito il passaggio di gestione dal Comune alla ditta Cogeme? A nulla, pare. Vogliamo perciò qui di seguito riportare una lettera che ci è pervenuta dove sono bene esposte le problematiche ormai croniche del luogo.

«Vado al cimitero per trovare il mio papà che ho seppellito qui nel febbraio del 1995, famigliari ed amici. Da allora si sono visti ben pochi interventi (camminamenti, siepi e piante esterne). Dal primo gennaio 2013 è iniziata la gestione Cogeme e con loro l’esponenziale aumento delle tariffe relative alle inumazioni, tumulazioni, esumazioni, estumulazioni.

Al momento l’unico lavoro quasi terminato riguarda il restauro del mausoleo nella parte esterna, mancando ancora gli arredi interni. Una ristrutturazione di 250 metri quadrati che l’azienda ha quantificato in 220.000,00 euro (impianto elettrico, riscaldamento, raffrescamento, guaina al tetto, ripulitura  facciata, nuovo vialetto d’ingresso). Secondo l’assessore ai lavori pubblici Riva la priorità è quella di costruire un’adeguata sala del commiato. Quindi un giorno di commiato decoroso e i quindici-venti anni a seguire di “riposo” indecoroso. All’esterno il cimitero vecchio è proprio quello che si vede: degrado e transenne. Si dovrebbe sostituire la scritta all’entrata “canet tuba – mortui resurgent” (la tromba tuonerà ed i morti risorgeranno) con un più appropriato “pulvis es et in pulverem revertis” (polvere sei e polvere ritornerai), così   l’angelo, che ormai non ricorda più di aver avuto una tromba, può sentirsi meno a disagio. Pavimentazione piena di calcinacci che cadono dai soffitti, piastrelle scivolose: se pensiamo che il cimitero è un luogo frequentato maggiormente da persone di una certa età, possiamo immaginare il disagio.

Diciamo che funziona bene il servizio di pulizia fai-da-te.

Pensate che dietro i cari appena tumulati venivano lasciate le attrezzature per la sepoltura e a volte anche la ruspa, rimossa solo dopo segnalazione che un bimbo vi si era arrampicato tra i cingoli del mezzo lasciato incustodito. Tuttora però, non vengono riposte nell’apposito capanno carriole e badili che rimangono abbandonate qua e là, inutilizzati. Gli operai della Cogeme arrivano per la sepoltura, fanno il loro lavoro e poi se ne vanno: toccata e fuga. Nei sotterranei cadono non soltanto i calcinacci, ma interi pezzi di intonaco del soffitto che rimangono sul pavimento finché qualche familiare non si decide a ripulire. La puzza di umido e muffa dovuta alle infiltrazioni a volte è molto forte e l’impressione è quella di entrare in un cimitero abbandonato.

Anche nel cimitero “nuovo” vige il principio della pulizia fai-da-te. Quando piove molto, per andare a trovare i propri cari, bisogna dotarsi di stivali di gomma! È impossibile spazzare l’acqua perché il livello esterno è più alto e non ci sono caditoie. Tutti devono asciugare e pulire per evitare ristagni e cattivi odori.  Le persone più anziane a volte non entrano e si fermano dov’è asciutto, guardano e poi se ne vanno.

In conclusione vorrei dire alla “Cara Cogeme” che gestire il cimitero non significa soltanto attaccare il cartello con il nome e il numero di telefono da chiamare in caso di necessità. Visto l’aumento esponenziale delle tariffe e i mancati lavori, sarebbe doveroso almeno curare l’ordine, il decoro e la pulizia! Ed in più, cara amministrazione comunale, risolvere il problema del cimitero abbandonato non significa dare in gestione il problema e giocare allo scaricabarile. Ci vuole controllo. Tutti questi sono argomenti triti e ritriti, che tutti conoscono, di cui tutti parlano in riunioni, tra di loro, o sui giornali locali, cittadini e amministrazione comunale, maggioranza e minoranza, ma le parole volano, gli scritti di dimenticano ed il cimitero langue.»

Come potremmo rispondere ad una lettera come questa?

Innanzitutto abbiamo verificato quanto dichiarato dall’ anonimo segnalatore in merito alla somma necessaria per i lavori che la Giunta Comunale ha indicato. In effetti esiste una delibera di Giunta che approva il progetto definitivo datata 16/10/2013 numero 242 evidenziante una spesa di € 270.276,46 di cui € 217.736,74 per opere a base d’asta ed € 52.539,72 per somme a disposizione. Inoltre in data 21/02/2014 è stato presentato il progetto definitivo-esecutivo con protocollo numero 4488 evidenziante una spesa di netti € 1.175.210,46 (compresi € 38.336,34 per oneri della sicurezza), oltre a somme a disposizione in € 27.500,00 ed IVA 10% sui lavori in € 117.521,00 per complessivi € 1.320.231,46. Assegnare la gestione di una struttura, peraltro molto importante come un cimitero, non può essere sinonimo di disinteressamento e di assenza di controllo sugli standard di qualità: bisogna infatti controllare l’effettivo operato della ditta appaltatrice e garantire un livello minimo di decoro e decenza. A poco valgono le scuse che l’amministrazione potrà addurre, scaricando le colpe sulla Cogeme.

Abbiamo anche già chiesto In Consiglio Comunale un resoconto dei lavori effettuati e da portare avanti, previsti dal contratto. Inoltre riporteremo di nuovo in Consiglio anche questi disagi e continueremo la battaglia assieme ai cittadini per ottenere un cimitero decente ed adeguato.


Scuola, scuola ed ancora scuola!

Il problema scuole è lontano da trovare pace.

23_29_are_f1_533_b_resize_597_334

Sabato 2 agosto è stata indetta una conferenza stampa dai genitori del Comitato Cangrande Pindemonte nella quale si sono dibattuti i punti (tutti) ancora in sospeso.

Infatti i lavori di ampliamento della scuola elementare Cangrande non sono ancora stati ultimati e dunque non è nemmeno iniziato lo spostamento del materiale della scuola stessa. La prima scadenza per le opere era a fine maggio, poi slittata a fine giugno ed ora? La risposta del vice-sindaco Turella non tarda ad arrivare: «Durante il mese di agosto verranno completate le finiture interne, comprese le pulizie, e le opere esterne. La previsione è che il trasloco interno venga effettuato a partire dal 25 agosto». Controlleremo.

Sulle Pindemonte (ricordiamo chiuse da oltre due anni per i danni del terremoto)  non ci sono soluzioni realistiche. I finanziamenti da Roma sono stati ridotti a 600mila euro in due anni a fronte di una richiesta di sblocco di 2,5 milioni.

Turella dice che si stanno ricercando bandi regionali per ottenere ulteriori soldi. Ma noi vorremmo ricordare anche che grazie al Movimento 5 Stelle lo Stato, dal 2014, può destinare il proprio 8 per mille. Infatti oltre che ad interventi straordinari per la fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione di beni culturali si potranno presentare domande per la ristrutturazione, la messa in sicurezza, adeguamento sismico e per l’efficienza energetica degli istituti scolastici.

Le richieste devono essere presentata entro il 30 settembre. Ci sono alcuni dubbi sulla documentazione da presentare, ma intanto è meglio informarsi e portarsi avanti con il lavoro, che ne dite?!

Infine, i genitori hanno espresso nuovamente preoccupazione per alcuni servizi che a poco più di un mese dall’inizio della scuola, rimangono ancora scoperti:  il servizio scuolabus e il servizio di pre e post scuola i cui primi bandi di gara sono andati deserti.

Ribadiamo ancora il concetto che queste riunioni rimarcano la ferma volontà dei comitati e dunque dei genitori di AIUTARE l’amministrazione nella tematica scolastica. Questa richiesta rimane ancora inascoltata. Fossero istituite delle consulte specifiche, e non spot elettorali in giro per i quartieri, siamo certi che le loro domande ed interessi avrebbero sicuramente un altro peso.


Un aiuto al mercato o solo un altro ipermercato?

negozio.chiuso

Sta per compiersi l’ennesimo atto gradito alle grandi catene commerciali.

E’ stato approvato un Regolamento Attuativo nello scorso anno (ALLEGATO A Dgr n. 1047 del 18 giugno 2013)che aiuta, mediante sgravi fiscali, la costruzione di nuovi grandi centri commerciali in luoghi considerati “degradati”. Tutto questo è in pieno contrasto con quanto richiesto dalla Legge Regionale n° 50 del 28 dicembre 2012. Infatti quest’ultima vorrebbe giustamente sostenere  il commercio locale favorendo la ricrescita dei piccoli negozi di quartiere e la ripresa economica della piccola distribuzione.

PRIMO PROBLEMA: LA PAROLA DEGRADO.

Concentriamoci su un termine espresso sia nel Regolamento Attuativo che nella Legge Regionale: DEGRADO.

Come si individua la zona degradata? Stando alla LR 2012 le zone adeguate devono essere riscontrate entro 180 giorni dalla sua data di approvazione ed emissione. SOLO dopo avere individuato tali zone, esse possono essere oggetto di costruzione. Verificheremo il recepimento di tutto ciò da parte del nostro Comune.

Il punto, però, è un altro: stando così le cose ed avendo effettuato le verifiche dovute, ecco che potremmo ritrovarci con un nuovo centro commerciale anche in qualche centro abitato. Forse proprio in un’area in cui si sperava in una riqualificazione verde con parchi dove fare giocare i ragazzi, oppure con un centro per anziani o collettivo.

SECONDO PROBLEMA: LA STRADA ED IL PARCHEGGIO

Il secondo problema è legato al traffico. Queste fantomatiche aree commerciali si possono trovare all’interno di zone abitate, quindi potrebbero portare nuovo traffico e problemi di parcheggio. Le strade circostanti, infatti, molto spesso non sono predisposte per reggere l’aumento di percorrenza del tratto stradale e tantomeno il quantitativo di posti per i necessari parcheggi. Anche ipotizzando lavori di adeguamento e parcheggi sotterranei e/o integrati, possiamo prevedere un innalzamento di smog ed inquinamento che di sicuro porterà ben più danni che benefici.

IL RISULTATO: ADDIO AI NEGOZI DI QUARTIERE

Se fino ad oggi, stentando ed arrancando, i negozi di quartiere sono sopravvissuti perchè rimasti a distanze ragionevoli dai centri di distribuzione, con questa manovra si riuscirà definitivamente a debellare tutti i piccoli commercianti. Il negozio sotto casa è da sempre sinonimo di garanzia di prodotti di qualità, non omogenei e meno standardizzati. La loro chiusura produrrà, quindi, un effetto a ricaduta sia sui produttori locali che sulla qualità ed anche sul costo dei prodotti migliori.

PERCHE’ NON PENSARE ALLA COMUNITA’?

In un momento di grandi problemi sociali in cui ci sarebbe bisogno di più luoghi di aggregazione, dove riscoprire l’aiuto ed il sostegno della comunità, si pensa di nuovo ad affossare i piccoli imprenditori per fare spazio ai grandi possidenti. Ci sarà di certo un aumento di richiesta di personale, ma a fronte di tante altre chiusure. Si crea lavoro, sì, ma altro non sono che ulteriori contratti a chiamata e non stabili. Se vogliamo costruire un futuro fatto di tanto lavoro solo per pochi e per sopravvivere, allora siamo nella giusta direzione!

ECCO COME AGISCE IL M5S

Abbiamo presentato una interpellanza in Comune per sapere se ci si sta muovendo in maniera coscienziosa.

1) Chiedendo al comune azioni per individuare e tutelare le attività storiche di commercio, redigendo un elenco di luoghi storici.

2)Provvedendo a definire un elenco di aree degradate.

3)Tutelando il commercio locale e la piccola distribuzione di quartiere.

Cliccare QUI  per leggere il documento presentato.

Solo con azioni coscienti e decise potremo affrontare il futuro, dando valore alla nostra società e non solo al denaro gestito dai grandi commerci.


Il solito refrain

Il Consiglio Comunale del 3 luglio 2014 ha restituito la solita pillola amara da mandare giù: anche questa volta una nostra mozione di condivisione della Cosa Pubblica con i cittadini è stata bocciata.

La proposta, quasi divertente per l’ originalità, chiedeva di istituire uno spazio per i cittadini durante il Consiglio Comunale. Previa richiesta scritta firmata ed anticipata almeno 10 giorni prima, un cittadino avrebbe avuto l’occasione di essere ascoltato ufficialmente durante una seduta del Consiglio. Si sarebbe dato un senso di altissima considerazione da parte dell’Amministrazione al singolo cittadino… e invece no!

il solito refrain… la ricordate l’obiezione alla nostra proposta sulle consulte popolari? “C’è già il Sindaco nei quartieri”

…il solito refrain… “ci sembra un doppione”, “noi ascoltiamo già i cittadini”, “sono quelle le occasioni per avvicinarsi alla cittadinanza”.

Un consigliere si è leggermente smentito (forse a causa dell’età) affermando che “l’Amministrazione dovrebbe avvicinarsi di più al cittadino”, ma oltre a questo non hanno saputo dire di più.

Noi invece crediamo che si sia persa l’ennesima occasione. Il Sindaco nei quartieri è certamente una bella iniziativa che però non ha nulla a che vedere con la nostra idea e non c’entra nemmeno con le Consulte popolari: siamo sicuri che le risposte date in un contesto ufficiale, con registrazioni sia audio che video, oltre alla diretta web, siano molto diverse da quelle che potrebbero essere date in una serata non registrata, con poca affluenza e senza un contradittorio.

Anche questa è trasparenza, caro Sindaco! Ma mi sa che non ci sente proprio.

Altro argomento del Consiglio è stato il programma triennale delle opere pubbliche (nell’ immagine seguente la lista).

OOPPSGL

Come potete vedere nell’ elenco delle opere compare la trasformazione in senso unico di via IV Novembre, che nessun cittadino vuole!

Lo capite che non ci sente?

Ma nel progetto si parla di  “messa in sicurezza” della via IV Novembre: se il finanziamento fosse dedicato ad una vera messa in sicurezza delle strade non sarebbe relativa solo ad una via specifica. Sarà mica l’unica via da sistemare in tutto il Comune?

Rimangono altri dubbi su questa bella lista dei desideri: convenzioni vecchie di 5-6 anni che si ripetono senza davvero avere la  minima sicurezza che qualcosa si muova davvero e per non farsi mancare niente, anche eventuali finanziamenti regionali/nazionali/europei che non si sa se arriveranno o no.

Forse è la prassi, forse è coraggio o forse è arroganza, noi comunque non ci fidiamo più.

 

 


Il copia-incolla lupatotino.

L’elenco del “fare” del PD ricalca le proposte M5S.

Immagine

Lo abbiamo sempre detto.

La realtà lupatotina è una mini-rappresentazione della situazione politica italiana. Gli accordi PDmenoelle e PDelle (Bersani-Berlusconi, Vantini-Turella), la cavalcata di Vantini e quella di Renzi ed ora anche il copia-incolla PD delle proposte M5S. Come al solito a cosa si dà risalto? A quello che dice il PD!

Rinfreschiamoci/li un po’ la memoria..

Articolo de L’Arena 12/06/14: Il Pd detta i «compiti» a Vantini: ecco cosa fare. Sistemare l’ex chiesa di Pozzo verifica su ex Saifecs, accordi per la ciclabile e un nuovo piano industriale per la Lupatotina.

http://www.larena.it/stories/2586_san_giovanni_lupatoto/755103_il_pd_detta_i_compiti_a_vantini_ecco_cosa_fare/

Post su blog M5S:

02/04/12

(…)

Inoltre, per i Trasporti, stiamo cercando di mostrare a tutti come potenziare, migliorare la viabilità, i servizi pubblici nonché lo sviluppo delle piste ciclabili con piano territoriale (anche divulgando sul nostro blog il “Bici Plan”). Proponiamo infine la chiusura alle auto nelle zone adiacenti alle scuole con parcheggi scambiatori serviti da scuolabus, piedibus, bici-catena.

(…)

http://sgl5stelle.com/2012/04/02/movimento-5-stelle-sconosciuto-ma-gia-copiato/

02/08/12

(…)

Entro 6 mesi dall’approvazione sarà effettuato un censimento capillare per mettere in luce quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma non utilizzati, vuoti o sfitti.

(…)

http://sgl5stelle.com/2012/08/02/mozione-approvata/

30/07/13

(…)

Vengono infatti dichiarati nomi di Associazioni e Manifestazioni a cui si sono devoluti i soldi suddivisi per le categorie sopra elencate. Però non si va oltre, lasciando alla nostra fantasia ed immaginazione i reali importi delle singole voci.

(…)

http://sgl5stelle.com/2013/07/30/traparenza-opaca/


Insomma, che dire, la buona volontà del M5S contagia un po’ tutti, non vi pare?!


BICI-PLAN e nuovi metodi di mobilità: le soluzioni sono già predisposte!

Immagine

Quanti di voi conoscono il bici-plan? Azzardiamo a dire, molto pochi.

Il bici-plan è una pianificazione della rete di piste ciclabili lupatotine che si doveva sviluppare dal 2007 in avanti e che, indovinate un pochino, è rimasta sulla carta.

Come MoVimento 5 Stelle avevamo diverse volte sollevato il fatto all’attenzione delle amministrazioni (sia Zerman che Vantini) attraverso serate informative, video ed articoli.

Ancora la situazione è bloccata. Che sia colpa di fondi mancanti, di priorità differenti o quant’altro per noi ha poca importanza.

Infatti è cronaca di questi giorni che le nostre strade veronesi stanno nuovamente insaguinandosi con incidenti stradali che spesso hanno ciclisti come vittime. Attendiamo che accada anche qui da noi per poi ripartire in pompa magna con il progetto?

A fine novembre avevamo parlato sul nostro blog del sistema “The Flow” (http://sgl5stelle.com/2013/11/27/la-pista-ciclabile-che-fa-risparmiare-soldi-ai-sindaci/) una pista ciclabile componibile a basso costo per verificare i percorsi ciclabili in via provvisoria.

Ci sembrava una soluzione possibile ed adeguata a quelle che sono le contigenti situazioni comunali dove al netto dell’impossibilità di grosse spese si poteva comunque realizzare una parte di quella pianificazione ideata ed arenata dal 2007 dall’allora giunta Taioli.

Infatti realizzare la pista provvisoria attraverso “The Flow” costerebbe all’incirca 1/10 rispetto ad una “classica” ed i moduli che la costituiscono possono essere riutilizzati diverse volte.

Dove testare questo progetto? Anzitutto nella zona di Pozzo.

Le piste ciclabili si sviluppano solo lungo Via Garofoli e quartieri limitrofi, mentre Via Cesare Battisti ne è totalmente sprovvista. Senza considerare che non esiste collegamento tra queste due arterie. Eppure tutto questo è ampliamente previsto dal Bici-Plan, ma nessuno si è mai degnato di parlarne!

La mobilità deve essere rivista e concepita sulla base di nuovi schemi. La macchina non deve essere più vista come miglior mezzo di trasporto e l’amministrazione si deve fare carico di questa visione. Non si tratta di essere pionieri, ma di nuovo di inseguire un cambio di mentalità che in molte altre località è già avvenuto. Dobbiamo incentivare l’uso di mezzi maggiormente sostenibili e per l’ambiente e per le tasche dei nostri cittadini.

Vorremmo proporre, perciò, anche un altro strumento: le cosidette “miglia verdi”.

Si tratta di una raccolta di “ecopunti” accumulabili ogni qual volta si usano “mezzi ecologici” nel tragitto casa-lavoro e lavoro-casa come i piedi, la bicicletta, l’autobus e l’automobile condivisa da più lavoratori.

Lo sviluppo di una capillare rete ciclabile e pedonale, anche attraverso percorsi provvisori e sicuri (come The Flow) permetterebbe di certo una maggiore sensibilizzazione anche dei lavoratori lupatotini che hanno la fortuna di avere un’occupazione sul nostro territorio. Si avrebbe meno traffico, meno inquinamento, meno incidenti, insomma una vita ed una città migliore!

Insieme con l’associazione “Amici della Bicicletta” stiamo organizzando una serata con questi temi come nucleo centrale. Appena avremo indicazioni su disponibilità delle sale civiche, inviteremo la cittadinanza tutta al dibattito.

Non fermiamoci agli slogan ed alle “liste del fare”. Facciamo assieme!!


12 giugno

Questa sera ci sarà il Consiglio Comunale di San Giovanni Lupatoto.

Purtroppo il Nostro Consigliere non sarà presente per altri impegni lavorativi e il gruppo M5S non riuscirà nemmeno a garantire la diretta streaming. Ricordiamo però che è sempre possibile seguire la seduta in diretta tramite il canale ufficiale del Sito del Comune. Nella nostra pagina video di questo blog è possibile collegarsi allo streaming appunto del Comune. La telecamera in questo caso è fissa ma i lavori si possono seguire lo stesso. Il collegamento lo trovate cliccando QUI.

Gli argomenti al OdG per fortuna non sono tanti; anzi in realtà oltre alla lettura dei verbali precedenti e la mozione M5S che verrà slittata rimane solo un punto relativo alle osservazioni riguardanti il progetto di ampliamento della discarica Cà Bianca. Si andrà a votare la relazione del Comune che ha redatto un documento che dichiara il parere NEGATIVO a questo progetto.

 


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 2.108 follower