Consulte Popolari

Per il prossimo Consiglio Comunale (11 Giugno) abbiamo presentato una mozione per l’istituzione di Consulte Popolari su varie tematiche di interesse pubblico. Qui il testo.

Le consulte sono un primo tassello per la partecipazione diretta dei cittadini e per il loro ingresso reale nei processi decisionali dell’Amministrazione Comunale. La loro creazione è al primo punto del nostro Programma Elettorale e costituiscono una prerogativa fondamentale di ogni iniziativa a 5 Stelle.

Come prima proposta abbiamo pensato a consulte incentrate sui temi a noi  più cari e discussi, come la situazione della nuova scuola di Raldon, la raccolta differenziata, Cà del Bue, il trasporto pubblico, il traffico in aumento etc..

Ad ogni consulta, oltre ai singoli cittadini, possono partecipare professionisti della materia in discussione e tutte le associazioni interessate che desiderassero incidere ancor più nel nostro territorio.

A cosa servono precisamente?

Possono essere identificati due principali aspetti: informativi e propositivi.

L’aspetto informativo include operazioni tipo verifica su obiettivi, programmi o interventi dell’Amministrazione Comunale, osservazioni, incontri e dibattiti finalizzati all’aumento dell’informazione e partecipazione dei cittadini ed ancora di promozione di iniziative pubbliche, convegni, mostre e rassegne.

Le consulte normalmente esprimono pareri non vincolanti che l’Amministrazione Comunale potrà/dovrà prendere in considerazione in fase di creazione di delibere o determine ancor prima del Consiglio Comunale.

Il secondo aspetto, vale a dire la connotazione propositiva delle consulte, è da identificarsi come uno strumento che permette a qualunque cittadino di proporre iniziative, idee o portare all’attenzione dell’Amministrazione problemi non ancora presi in carico dagli organi competenti.

La nostra richiesta fa parte di un progetto che conduce verso il perfezionamento delle relazioni tra Comune e Cittadino; ovvero funge come integrazione delle idee e dei bisogni reali del territorio con i piani programmatici dell’Amministrazione e dunque indirizza verso la democrazia partecipativa che è il vero obiettivo del Movimento 5 Stelle.

Questo sistema infatti è considerato traguardo a lungo termine sia a livello locale che nazionale in quanto si tratta di questioni che implicano un vero e proprio cambiamento di mentalità.

Come tutte le nostre iniziative anche questa parte dal basso; non è un provvedimento che nell’ immediato risolve la questione lavoro o il problema della crisi; vuole però essere un segnale di presa di coscienza da parte della politica che deve imparare ad ascoltare il cittadino e non solo a considerarlo quando è tempo di propaganda o di feste.

Le cose migliorano se ognuno di noi si impegna, collabora e partecipa. Sono finiti i tempi delle deleghe in bianco ai governanti: è giunto il tempo di essere decisivi ed incisivi per il futuro del Nostro Paese!


Una volgare dimostrazione di coerenza di C. Messora

Il Movimento 5 Stelle “it’s all about Process“. E’ solo una questione di metodo.Stefano Rodotà era stato scelto dagli attivisti certificati, cioè dalla base. Era stato scelto con un referendum online garantito da un ente certificatore terzo. Avrebbe potuto essere chiunque altro. Ma è stato scelto lui. Lo ha scelto la rete, fossero anche due su tre, e il Movimento lo ha portato alle urne per l’elezione del Presidente della Repubblica. Semplice. Lineare. Diretto, come la democrazia che si vorrebbe realizzare.

Perché questa volgare dimostrazione di coerenza? Perché veniamo da decenni di politici che si fanno eleggere con un programma che poi non attuano, preferendo riempire le prime pagine di processi per mafia, di nani e ballerine, di statisti all’amatriciana che scilipotano da un bancone all’altro al solo scopo di attendere la pensione. Di rappresentativo, in questa democrazia, erano rimaste solo le cricche che si facevano eleggere per spartirsi gli appalti. E gli effetti sull’economia e sulla tenuta del Paese si sono visti.

Per questo il Movimento 5 Stelle è un metodo: perché è l’unico modo di restituire la politica ai cittadini. “Fai quello che hai promesso di fare oppure te ne vai.”, dicono i cives, coloro con cui hai stipulato un contratto elettorale. “Anzi, fai quello che diciamo noi, che lo decidiamo di volta in volta, anche in corso di legislatura.”. Non è una diminuzione del ruolo e della responsabilità del politico, è il suo recupero dal baratro dove era stato precipitato dalla decadenza della cività. E’ l’apoteosi della dignità e dell’onore di poter servire la Patria, servendo i cittadini.

Rodotà ha messo in discussione esattamente questi principi fondanti del Movimento: la rete, innanzitutto, che a dispetto di quanti credono solo e soltanto nel dio televisivo è il mezzo tecnologico che ha restituito un pezzo considerevole delle istituzioni agli italiani. E ci è riuscita proprio sconfiggendo la televisione in un duello feroce, spietato. La “rete“: lo strumento di realizzazione di una nuova conoscenza condivisa, il rinascimento culturale, una nuova speranza di eguaglianza sociale. Ha detto che la rete non basta, che fondamentalmente è trascurabile. E’ come dire a Guglielmo Tell che con la sua balestra non ci fa niente, che deve usare le armi degli scudieri del re. Secondariamente, ha messo in discussione un principio ancora più fondante del Movimento 5 Stelle, quello secondo cui non si fanno alleanze o strategie. La democrazia diretta si fonda sul presupposto che i cittadini decidano, di volta in volta, quali leggi costruire, appoggiare, rifiutare, sulla base non di calcoli che prefigurano una nuova stagione dell’inciucio, ma solo ed esclusivamente del vantaggio che può derivarne alla collettività. Derogare a questo assunto equivale a cancellare un tentativo nobile, disperato e perfino ben avviato, per restaurare una politica vecchia, i cui effetti in questo paese di santi e navigatori hanno prodotto risultati catastrofici. E’ come dire a Robin Hood che rubare ai ricchi per dare ai poveri funziona peggio che mettersi d’accordo con i ricchi per ottenere un’elemosina equa. E siccome il Movimento 5 Stelle “is all about Process“, ne consegue che non fa alcuna differenza che Rodotà sia stato il candidato alla presidenza della Repubblica, scelto dalla rete: se delegittimi il metodo, il metodo delegittima te. E’ una dimostrazione di purezza, di coerenza, di affidabilità e di prevedibilità, in un mondo dove i rapporti, gli interessi e le opportunità comuni, suggellati da patti quasi sempre segreti, contano più di quelli della collettività.

Il Movimento 5 Stelle non fa alleanze. Nemmeno con Rodotà. E questo “metodo” rappresenta quel filo cui sono appese tutte le speranze di cambiamento.


Giro d’Italia

loggiro

Il giorno 22 maggio il Giro d’Italia passerà per il nostro Comune per la 17° tappa.

Il Corpo di Polizia Locale ha emesso un’ ordinanza per le modifiche provvisorie di viabilità stradale.

Per leggere il testo completo cliccare QUI

Il percorso si svolgerà lungo le seguenti vie:

  • Cà di David
  • C. Battisti
  • Marinai d’Italia
  • U. Foscolo
  • P.za Umberto I
  • Roma
  • Marconi

e proseguirà nel territorio comunale di Zevio.


Consiglio del 15 maggio

La seduta è cominciata con un minuto di silenzio per commemorare le vittime dell’ incidente al porto di Genova e del folle assassinio di Milano.

In precedenza c’è stata la premiazione della squadra di calcio di Pozzo che ha vinto il proprio campionato raggiungendo la promozione… (fa specie aver scoperto quale sponsor ha sulla maglia…)

I due principali argomenti della serata sono stati le osservazioni presentate dallo Studio Terra sul piano regionale dei rifiuti (che la Regione sta cercando di far passare “senza tanto rumore”) e l’approvazione del PAES per l’efficientamento energetico Comunale. Delibere approvate all’unanimità così come le due mozioni dei Consiglieri Valletta e Todeschini a favore della lotta contro la chiusura dell’ ospedale Chiarenzi di Zevio e di Zerman che chiedeva di prevedere la possibilità di donare il 5 per mille alle famiglie in difficoltà.

Integrazione dell’ultim’ora è stata la convenzione con ANAS per la pulizia delle piazzole e degli svincoli della fatiscente SS434 di concerto con gli altri Comuni interessati dal passaggio della tangenziale con capofila Oppeano.

Un’ unica considerazione in merito a quest’ultimo punto è la seguente…: ” Cari dirigenti ANAS… noi Comuni possiamo anche consorziarci per pulire le piazzole e gli svincoli… MA VOI DOVETE SISTEMARE L’ASFALTO CHE FA SCHIFO!”

Ecco… finito lo sfogo, grazie!

Alla prossima!


Assente giustificato

L’ultimo Consiglio Comunale si è svolto senza il nostro Consigliere Nuvoloni causa impegni già presi (tra i quali il suo compleanno!) e qui la spiegazione del titolo di questo post.

Come abbiamo sempre sostenuto (anche in Consiglio Comunale) in mancanza del Consigliere 5 Stelle la diretta della seduta via web non viene assolutamente garantita. Ricordo ai lettori che l’Assessore alle comunicazioni aveva detto l’esatto contrario e cioè che prima del M5S c’era già il servizio di diretta streaming dei Consigli Comunali… Ebbene dov’è? Chi l’ha visto? Su quale sito si doveva andare per vederlo?

Fortunatamente siamo abbastanza previdenti e siamo riusciti almeno a registrare la seduta per pubblicarla sul nostro canale video. Purtroppo a causa delle lungaggini di inizio seduta (una premiazione che abbiamo omesso nel video) e dei vari dibattiti che si sono dilungati un pò troppo non siamo riusciti a catturare l’intera seduta. Il video dura 4 h 30′ e rimane fuori l’ultima mezz’ora finale

Detto questo il Consiglio Comunale ha deliberato e approvato i seguenti punti:

  1. Regolamento eco-feste
  2. Regolamento per la pubblicità dei patrimoni e dei redditi dei titolari di incarichi politici
  3. Regolamento sulla domiciliarità
  4. Approvazione rendiconto 2012
  5. Mozione di Laura Vesentini per la raccolta firme contro l’ampliamento della discarica Cà Vecchia.

Non essendo stato presente alla seduta non mi posso permettere di avanzare considerazioni o commenti in merito a qualsiasi argomento trattato…

firmato Andrea Nuvoloni


Funeral party di Marco Travaglio

“La scena supera la più allucinata fantasia dei maestri dell’horror, roba da far impallidire Stephen King e Dario Argento. Il cadavere putrefatto e maleodorante di un sistema marcio e schiacciato dal peso di cricche e mafie, tangenti e ricatti, si barrica nel sarcofago inchiodando il coperchio dall’interno per non far uscire la puzza e i vermi. Tenta la mission impossible di ricomporre la decomposizione. E sceglie un becchino a sua immagine e somiglianza: un presidente coetaneo di Mugabe, voltagabbana (fino all’altroieri giurava che mai si sarebbe ricandidato) e potenzialmente ricattabile (le telefonate con Mancino, anche quando verranno distrutte, saranno comunque note a poliziotti, magistrati, tecnici e soprattutto a Mancino), che da sempre lavora per l’inciucio (prima con Craxi, poi con B.) e finalmente l’ha ottenuto. E con una votazione dal sapore vagamente mafioso (ogni scheda rigorosamente segnata e firmata, nella miglior tradizione corleonese). Pur di non mandare al Quirinale un uomo onesto, progressista, libero, non ricattabile e non controllabile, il Pd che giurava agli elettori “mai al governo con B.” va al governo con B., ufficializzando l’inciucio che dura sottobanco da vent’anni. Per non darla vinta ai 5Stelle, s’infila nelle fauci del Caimano e si condanna all’estinzione, regalando proprio a Grillo l’esclusiva del cambiamento e la bandiera di quel che resta della sinistra (con tanti saluti ai “rottamatori” più decrepiti di chi volevano rottamare). La cosa potrebbe non essere un dramma, se non fosse che trasforma la Repubblica italiana in una monarchia assoluta e la consegna a un governo di mummie, con i dieci saggi promossi ministri e il loro programma Ancien Régime a completare la Restaurazione. Viene in mente il ritorno dei codini nel 1815, dopo il Congresso di Vienna, con la differenza che qui non c’è stata rivoluzione né s’è visto un Napoleone. Ma il richiamo storico più appropriato è Weimar, con i vecchi partiti di centrosinistra che nel 1932 riconfermano il vecchio e rincoglionito generale von Hindenburg, 85 anni, spianando la strada a Hitler. Qui per fortuna non c’è alcun Hitler all’orizzonte. Però c’è B., che fino all’altroieri tremava dinanzi al Parlamento più antiberlusconiano del ventennio e ora si prepara a stravincere le prossime elezioni e salire al Colle appena Re Giorgio abdicherà. A meno che non resti abbarbicato al trono fino a 95 anni, imbalsamato e impagliato come certi autocrati, dagli iberici Salazar e Franco ai sovietici Andropov e Cernenko, tenuti in vita artificialmente con raffinate tecniche di ibernazione e ostesi in pubblico con marchingegni alle braccia per simulare un qualche stato motorio. Ieri, dall’unione dei necrofili di sinistra e del pedofilo di destra, è nato un regime ancor più plumbeo di quello berlusconiano e più blindato di quello montiano, perché è l’ultima trincea della banda larga che comanda e saccheggia l’Italia da decenni, prima della Caporetto finale. Prepariamoci al pensiero unico di stampa e tv, alla canzone mononota a reti ed edicole unificate. Ne abbiamo avuto i primi assaggi nelle dirette tv, con la staffetta dei signorini grandi firme che magnificavano l’estremo sacrificio dell’Uomo della Provvidenza e del Salvatore della Patria, con lavoretti di bocca e di lingua sulle prostate inerti e gli scroti inanimati delle solite cariatidi. Le famose pompe funebri. Ps. Da oggi Grillo ha una responsabilità infinitamente superiore a quella di ieri. Non è più solo il leader del suo movimento, ma il punto di riferimento di quei milioni di cittadini (di centrosinistra, ma non solo) che non si rassegnano al ritorno dei morti morenti e rappresentano un quarto del Parlamento. A costo di far violenza a se stesso, dovrà parlare a tutti con un linguaggio nuovo. Senza rinunciare a chiamare le cose col loro nome. Ma senza prestare il fianco alle provocazioni di un regime fondato sulla disperazione, quindi capace di tutto.”


Raccolta firme legge Rifiuti Zero

LRZ-logo

Domani in tutta Italia inizierà la raccolta firme per il disegno di legge di iniziativa popolare “Legge rifiuti zero” (http://www.leggerifiutizero.it).

Ad una iniziativa di questo tipo non poteva non partecipare il M5S che raccoglierà le firme in vari comuni della provincia. Qui sono rappresentati i Meetup di Verona, Pescantina, Villafranca, San Giovanni Lupatoto, Bovolone, Isola della Scala e Nogara.

Questa legge mira ad una riforma organica di tutto il sistema della raccolta e smaltimento rifiuti e si articola su 5 parole fondamentali: sostenibilità, ambiente,  salute, partecipazione e lavoro.
Quest’ultimo punto non è da sottovalutare alla luce della situazione attuale: la diffusione della raccolta rifiuti porta a porta, che è uno degli obiettivi,  creerebbe migliaia di posto di lavoro che sarebbero pagati dal recupero dei materiali e dal risparmio ottenuto con la drastica riduzione dei
conferimenti negli inceneritori e nelle discariche dei materiali post consumo.

Le linee guida sono:

  • far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta;
  • rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986;
  • rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti;
  • assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti;
  • riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;
  • recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE;
  • recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali.

Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a:

  • promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-consumo;
  • spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo;
  • contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali;
  • ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento;

Ricordiamo che per essere presentata la Legge di Iniziativa Popolare necessita di 50mila firme certificate. Quindi lanciamo l’ appello a tutti i cittadini perché vadano a firmare ai nostri banchetti.

Verona, 13 aprile 2013


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