Dov’è la nostra sicurezza?

TRATTO DA LETTERA ANONIMA PERVENUTACI:

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Sono un cittadino di San Giovanni Lupatoto.

Avevo letto con interesse l’articolo su L’Arena lo scorso 20 agosto in merito alla muratura degli ingressi dello stabile ex Agorà (ndr: http://www.larena.it/stories/2586_san_giovanni_lupatoto/835742_degrado_allex_agor_intimata_la_chiusura/).

Siamo ad un mese successivo e nulla è successo. Nell’articolo si parlava di 15 giorni, cosa stiamo aspettando?

Passando dalla strada si vede nitidamente la porta divelta e qualche luce provenire dai piani superiori, nonché spesso si notano persone che entrano con borse della spesa, biciclette e quant’altro. Ho parlato con diverse persone del quartiere (abito in un’altra zona del paese) e tutti sono abbastanza preoccupati della situazione che si è venuta a creare in questi mesi. <<Tutti sanno, ma nessuno agisce>> dicono.

Cosa ha intenzione di fare il nostro Comune? Vogliamo aspettare che accada qualche strano avvenimento?

In più si sono moltiplicati i furti in paese in questi ultimi tempi. Quasi tutti tra i miei conoscenti o direttamente o tra cerchie di amici stretti, hanno subito furti o tentativi di furto in questi ultimi mesi. Sappiamo bene che grazie allo svuotacarceri chi delinque per questo genere di crimini nemmeno viene messo in carcere (solo per pene superiori ai 2/3 anni si rischia di entrare a Montorio). Dunque la delinquenza è assolutamente tutelata ed incoraggiata a continuare nelle loro opere, certa dell’impunità di cui godono.

Cerchiamo almeno di evitare altre occasioni o comunque di tutelare al meglio possibile il diritto alla sicurezza e tranquillità dei nostri concittadini, me compreso? 

Spero che attraverso queste poche righe voi possiate in Consiglio Comunale far presente la cosa e per lo meno mostrare alla cittadinanza tutta che l’attenzione delle forze politiche, su questo tema, sia univoca e forte.

Grazie”

Certamente, come Movimento 5 Stelle porteremo in Consiglio questa segnalazione soprattutto per sapere lo stato delle opere presso l’edificio ex-Agorà e per discutere nuovamente del tema sicurezza che tanto ci sta a cuore. Proporremo anche qualche iniziativa in merito per cercare di far capire quanto la politica possa essere vicina ai cittadini, evitando risposte di circostanza e false illusioni.


Scuola e 8×1000 parte seconda

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Ringraziamo il Sindaco Vantini per la risposta fornitaci in merito alla mozione da noi protocollata sul tema 8×1000 ed edilizia scolastica. Da quello che ci viene scritto deduciamo dunque ci sia solo da aspettare che il Governo conceda la proroga dei termini.

Infatti dubitiamo che entro il 30 settembre, data ultima per la presentazione delle richieste, si possano avere dei risultati concreti.

Come al solito nell’Italia degli ultimi anni, si pensano a fare grandi annunci via media ma poi all’atto di concretizzare quanto detto si dissolve il tutto (o per lungaggini burocratiche o per inconsistenza delle proposte). Noi desideriamo che in questo caso i risultati arrivino e faremo di tutto, attraverso i nostri portavoce a Roma, per giungere a quanto descritto nel Decreto Legge.

Chiediamo perciò che il nostro Sindaco si impegni a comunicare all’ANCI un sostegno da parte di tutti gli altri primi cittadini italiani affinché il Governo conceda la proroga dei termini di presentazione delle domande per accesso al fondo al 31 dicembre 2014.

La destinazione dei proventi dell’8×1000 all’edizilia scolastica sarebbe davvero un grosso aiuto per tutte quelle strutture in attesa di migliorie e restaurazioni che devono sempre scottare il fatto che i Comuni non possano spendere per il famigerato Patto di Stabilità. Sappiamo bene come nella nostra realtà locale, edifici come le Pindemonti, Cangrande, Cesari (solo per citari gli esempi più eclatanti) necessitino di grandi opere di rinnovazione e riqualificazione.

Tutto questo avendo contro non solo il tempo, ma anche la volontà di alcuni a Roma, di sottrarre parte di queste risorse per dirottarle al Fondo per gli Edifici di Culto che ha come unica missione la manutenzione e la conservazione di circa 750 edifici religiosi e non contempla scuole nel suo patrimonio.

Stiamo parlando di togliere parte di 50 milioni di euro alle scuole che spetterebbero alla sicurezza degli studenti nelle scuole per regalarli ad un fondo che, in questo momento, può davvero farne a meno.

I decreti attuativi e di ripartizione del fondo per l’edilizia scolastica sono stati emanati solo dopo numerosi solleciti del M5S, question time, impegni formali per il governo ed interrogazioni.

Ora desideriamo che questo grande lavoro non si dissolva solo perché il Governo non faccia il suo lavoro nei tempi e modi previsti.

Ad ogni modo, nel seguente link, è presente la modulistica per la presentazione delle domande per 8×1000.

http://www.governo.it/Presidenza/DICA/OTTO_X_MILLE_2014/Modulistica_presentazione_domanda/elenco_%20modulistica.html


SCUOLA E 8×1000

8x1000scuola

Come alcuni di voi sapranno, a partire dal corrente anno grazie ad un emendamento del Movimento 5 Stelle si potranno apportare migliorie agli immobili scolastici attraverso l’accesso ai fondi dedicati dall’8 per mille del gettito IRPEF.

Infatti alla Legge 147 del 27 dicembre 2013 (Legge di stabilità 2014) è stato inserito all’art. 1 il comma 206 con il quale viene modificata la Legge 222/1985 che regolamenta l’utilizzo delle somme raccolte con l’8 per mille, in modo da consentire di indirizzarne la quota destinata allo Stato anche per le operazioni di “ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica”.

 In data odierna abbiamo protocollato una mozione per la richiesta di adesione all’accesso ai fondi da parte del Comune di San Giovanni Lupatoto.

Vogliamo suggerire all’Amministrazione Comunale una buona occasione per riqualificare il patrimonio immobiliare destinato all’edilizia scolastica della nostra città. Ma bisogna fare in fretta!

Le Amministrazioni pubbliche hanno tempo fino al 30 settembre per presentare richiesta di accesso ai fondi e fare così in modo che l’8 per mille statale sia usato a beneficio di tutti.

 Sappiamo bene come nel nostro territorio siano presenti numerosi edifici scolastici che necessitano di interventi di ristrutturazione e miglioramento. Dunque quale occasione migliore?

Non dovremo sempre attendere che volenterosi genitori si diano da fare per sistemare le cose!! Anche perché, comunque, la Legge 23 del 11 gennaio 1996 attribuisce alle Amministrazioni Comunali il compito di realizzare ed effettuare la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici sede di scuole materne, elementari e medie.

Perciò, chiediamo l’impegno di Sindaco e Giunta ad attivare le procedure amministrative per la presentazione di formale richiesta di accesso ai fondi destinati dall’8 per mille all’edilizia scolastica in modo da destinarli al miglioramento degli immobili scolastici presenti nel territorio comunale.

Tutto questo nonostante che il governo centrale sia colpevolmente in ritardo sull’utilizzo dei fondi per l’8xmille (nonché stia tentando di dirottare fondi per le scuole agli Edifici di Culto) e che ci siano difficoltà per reperire la modulistica adeguata.

In soccorso sono intervenuti i nostri portavoce M5S a Roma, dove in commissione bilancio hanno richiesto prima una proroga fino a dicembre 2014 per dare il tempo a tutti gli enti di effettuare le richieste di accesso al fondo dell’edilizia scolastica e poi l’esclusione del Fondo per gli Edifici di Culto.

In più hanno preparato un facsimile della domanda per dare la possibilità a tutti gli enti di prepararsi adeguatamente per procedere alla richiesta di fondi per scuole del proprio territorio => http://galloluigi.wordpress.com/download/

Non ci sono più scuse!

Attendiamo fiduciosi.


SALVIAMO IL PAESAGGIO: quali novità?

 

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Era il lontano 30 Luglio 2012.

Il Consiglio Comunale approvava all’unanimità la nostra mozione per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico locale nonché delle architetture esistenti, industriali e non. (https://dl.dropboxusercontent.com/u/32193298/M5S/documenti/Utils/proposte/emendamento-paesaggio.pdf e http://sgl5stelle.files.wordpress.com/2012/03/lettera_accompagnamento_per_comuni.pdf)

Richiedevamo anzitutto “di voler provvedere ad attivare con urgenza massima un capillare censimento del patrimonio edilizio presente all’interno dei confini del Comune” entro sei mesi dalla data di approvazione della nostra richiesta.

Sono passati oltre DUE ANNI e cosa è successo? NULLA!

Questo fatto risulta essere solo uno dei tanti. Infatti, come spesso accade anche in ambito nazionale, anche la nostra giunta si lascia andare a grandi proclami a mezzo stampa, slogan e autocelebrazioni senza che poi si abbiano effettivi riscontri e/o azioni pratiche.

Più volte abbiamo ricordato l’importanza del censimento anche attraverso il nostro blog, ma  ancora resta inattuato. (http://sgl5stelle.com/2013/04/02/la-stampa-ancora/ e http://sgl5stelle.com/2012/10/03/tu-chiamale-se-vuoi-emozioni/)

Non vogliamo un aumento della mole di carte, ma evidenziare quale sia lo stato degli edifici e delle aree dismesse per poi poterne valutare una valorizzazione nel prossimo futuro.

Vogliamo infatti che si evidenzi il numero di quelle aree ed edifici sfitti, vuoti, non utilizzati (ed eventualmente la superficie) per monitorare lo stato attuale dell’offerta edilizia e ragionare – senza pregiudizi e con precisi dati di ausilio – sul fenomeno del consumo di suolo e tutte le necessarie pianificazioni conseguenti.

Il tutto tramite una scheda – preparata da un folto gruppo di cittadini, da professionisti del settore e da amministratori – che si compone di due parti:

- la prima parte riassume i punti nevralgici indispensabili richiesti a tutti i Comuni;

- la seconda parte enuclea altri elementi importanti e facoltativi che ci auguriamo possano comunque essere segnalati, per rendere ancora più efficace il monitoraggio.

La scheda è stata ideata allo scopo di offrire un metodo di lavoro che possa guidare ogni nuova futura pianificazione dello strumento urbanistico comunale e favorire una discussione basata su informazioni certe ed aperta ai contributi di tutti i cittadini.

Vogliamo citare un esempio nel quale tale censimento risulterebbe utile?

L’area dell’ex Ricamificio.

Noi tutti sappiamo come la perdita dell’edificio storico/industriale sia avvenuta, ma a circa otto anni dalla convenzione tra il comune e la cooperativa incaricata ancora non si vede nulla. Vogliamo sottolineare anche il continuo disagio degli abitanti limitrofi e la nostra ferma volontà di sollecito al ripristino di uno stato decoroso della zona. E’ stato smaltito parte dell’eternit rinvenuto, ma manca ancora la rimozione del restante materiale e la ridistribuizione della terra accatastata all’interno dell’area.

Quante altre casi simili ci sono a San Giovanni Lupatoto?

Non abbiamo una programmazione in merito, sebbene è da oltre DUE ANNI che la stiamo chiedendo ed attendendo!

Giunta, Amministrazione, se ci siete … date esecuzione a questo censimento!


“Caro … Cimitero, ti scrivo”

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Oggi parleremo di un argomento che purtroppo abbiamo già toccato altre volte. Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni dai cittadini che indicavano lo stato pietoso in cui versa il nostro cimitero. A cosa è servito il passaggio di gestione dal Comune alla ditta Cogeme? A nulla, pare. Vogliamo perciò qui di seguito riportare una lettera che ci è pervenuta dove sono bene esposte le problematiche ormai croniche del luogo.

«Vado al cimitero per trovare il mio papà che ho seppellito qui nel febbraio del 1995, famigliari ed amici. Da allora si sono visti ben pochi interventi (camminamenti, siepi e piante esterne). Dal primo gennaio 2013 è iniziata la gestione Cogeme e con loro l’esponenziale aumento delle tariffe relative alle inumazioni, tumulazioni, esumazioni, estumulazioni.

Al momento l’unico lavoro quasi terminato riguarda il restauro del mausoleo nella parte esterna, mancando ancora gli arredi interni. Una ristrutturazione di 250 metri quadrati che l’azienda ha quantificato in 220.000,00 euro (impianto elettrico, riscaldamento, raffrescamento, guaina al tetto, ripulitura  facciata, nuovo vialetto d’ingresso). Secondo l’assessore ai lavori pubblici Riva la priorità è quella di costruire un’adeguata sala del commiato. Quindi un giorno di commiato decoroso e i quindici-venti anni a seguire di “riposo” indecoroso. All’esterno il cimitero vecchio è proprio quello che si vede: degrado e transenne. Si dovrebbe sostituire la scritta all’entrata “canet tuba – mortui resurgent” (la tromba tuonerà ed i morti risorgeranno) con un più appropriato “pulvis es et in pulverem revertis” (polvere sei e polvere ritornerai), così   l’angelo, che ormai non ricorda più di aver avuto una tromba, può sentirsi meno a disagio. Pavimentazione piena di calcinacci che cadono dai soffitti, piastrelle scivolose: se pensiamo che il cimitero è un luogo frequentato maggiormente da persone di una certa età, possiamo immaginare il disagio.

Diciamo che funziona bene il servizio di pulizia fai-da-te.

Pensate che dietro i cari appena tumulati venivano lasciate le attrezzature per la sepoltura e a volte anche la ruspa, rimossa solo dopo segnalazione che un bimbo vi si era arrampicato tra i cingoli del mezzo lasciato incustodito. Tuttora però, non vengono riposte nell’apposito capanno carriole e badili che rimangono abbandonate qua e là, inutilizzati. Gli operai della Cogeme arrivano per la sepoltura, fanno il loro lavoro e poi se ne vanno: toccata e fuga. Nei sotterranei cadono non soltanto i calcinacci, ma interi pezzi di intonaco del soffitto che rimangono sul pavimento finché qualche familiare non si decide a ripulire. La puzza di umido e muffa dovuta alle infiltrazioni a volte è molto forte e l’impressione è quella di entrare in un cimitero abbandonato.

Anche nel cimitero “nuovo” vige il principio della pulizia fai-da-te. Quando piove molto, per andare a trovare i propri cari, bisogna dotarsi di stivali di gomma! È impossibile spazzare l’acqua perché il livello esterno è più alto e non ci sono caditoie. Tutti devono asciugare e pulire per evitare ristagni e cattivi odori.  Le persone più anziane a volte non entrano e si fermano dov’è asciutto, guardano e poi se ne vanno.

In conclusione vorrei dire alla “Cara Cogeme” che gestire il cimitero non significa soltanto attaccare il cartello con il nome e il numero di telefono da chiamare in caso di necessità. Visto l’aumento esponenziale delle tariffe e i mancati lavori, sarebbe doveroso almeno curare l’ordine, il decoro e la pulizia! Ed in più, cara amministrazione comunale, risolvere il problema del cimitero abbandonato non significa dare in gestione il problema e giocare allo scaricabarile. Ci vuole controllo. Tutti questi sono argomenti triti e ritriti, che tutti conoscono, di cui tutti parlano in riunioni, tra di loro, o sui giornali locali, cittadini e amministrazione comunale, maggioranza e minoranza, ma le parole volano, gli scritti di dimenticano ed il cimitero langue.»

Come potremmo rispondere ad una lettera come questa?

Innanzitutto abbiamo verificato quanto dichiarato dall’ anonimo segnalatore in merito alla somma necessaria per i lavori che la Giunta Comunale ha indicato. In effetti esiste una delibera di Giunta che approva il progetto definitivo datata 16/10/2013 numero 242 evidenziante una spesa di € 270.276,46 di cui € 217.736,74 per opere a base d’asta ed € 52.539,72 per somme a disposizione. Inoltre in data 21/02/2014 è stato presentato il progetto definitivo-esecutivo con protocollo numero 4488 evidenziante una spesa di netti € 1.175.210,46 (compresi € 38.336,34 per oneri della sicurezza), oltre a somme a disposizione in € 27.500,00 ed IVA 10% sui lavori in € 117.521,00 per complessivi € 1.320.231,46. Assegnare la gestione di una struttura, peraltro molto importante come un cimitero, non può essere sinonimo di disinteressamento e di assenza di controllo sugli standard di qualità: bisogna infatti controllare l’effettivo operato della ditta appaltatrice e garantire un livello minimo di decoro e decenza. A poco valgono le scuse che l’amministrazione potrà addurre, scaricando le colpe sulla Cogeme.

Abbiamo anche già chiesto In Consiglio Comunale un resoconto dei lavori effettuati e da portare avanti, previsti dal contratto. Inoltre riporteremo di nuovo in Consiglio anche questi disagi e continueremo la battaglia assieme ai cittadini per ottenere un cimitero decente ed adeguato.


Scuola, scuola ed ancora scuola!

Il problema scuole è lontano da trovare pace.

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Sabato 2 agosto è stata indetta una conferenza stampa dai genitori del Comitato Cangrande Pindemonte nella quale si sono dibattuti i punti (tutti) ancora in sospeso.

Infatti i lavori di ampliamento della scuola elementare Cangrande non sono ancora stati ultimati e dunque non è nemmeno iniziato lo spostamento del materiale della scuola stessa. La prima scadenza per le opere era a fine maggio, poi slittata a fine giugno ed ora? La risposta del vice-sindaco Turella non tarda ad arrivare: «Durante il mese di agosto verranno completate le finiture interne, comprese le pulizie, e le opere esterne. La previsione è che il trasloco interno venga effettuato a partire dal 25 agosto». Controlleremo.

Sulle Pindemonte (ricordiamo chiuse da oltre due anni per i danni del terremoto)  non ci sono soluzioni realistiche. I finanziamenti da Roma sono stati ridotti a 600mila euro in due anni a fronte di una richiesta di sblocco di 2,5 milioni.

Turella dice che si stanno ricercando bandi regionali per ottenere ulteriori soldi. Ma noi vorremmo ricordare anche che grazie al Movimento 5 Stelle lo Stato, dal 2014, può destinare il proprio 8 per mille. Infatti oltre che ad interventi straordinari per la fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione di beni culturali si potranno presentare domande per la ristrutturazione, la messa in sicurezza, adeguamento sismico e per l’efficienza energetica degli istituti scolastici.

Le richieste devono essere presentata entro il 30 settembre. Ci sono alcuni dubbi sulla documentazione da presentare, ma intanto è meglio informarsi e portarsi avanti con il lavoro, che ne dite?!

Infine, i genitori hanno espresso nuovamente preoccupazione per alcuni servizi che a poco più di un mese dall’inizio della scuola, rimangono ancora scoperti:  il servizio scuolabus e il servizio di pre e post scuola i cui primi bandi di gara sono andati deserti.

Ribadiamo ancora il concetto che queste riunioni rimarcano la ferma volontà dei comitati e dunque dei genitori di AIUTARE l’amministrazione nella tematica scolastica. Questa richiesta rimane ancora inascoltata. Fossero istituite delle consulte specifiche, e non spot elettorali in giro per i quartieri, siamo certi che le loro domande ed interessi avrebbero sicuramente un altro peso.


Un aiuto al mercato o solo un altro ipermercato?

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Sta per compiersi l’ennesimo atto gradito alle grandi catene commerciali.

E’ stato approvato un Regolamento Attuativo nello scorso anno (ALLEGATO A Dgr n. 1047 del 18 giugno 2013)che aiuta, mediante sgravi fiscali, la costruzione di nuovi grandi centri commerciali in luoghi considerati “degradati”. Tutto questo è in pieno contrasto con quanto richiesto dalla Legge Regionale n° 50 del 28 dicembre 2012. Infatti quest’ultima vorrebbe giustamente sostenere  il commercio locale favorendo la ricrescita dei piccoli negozi di quartiere e la ripresa economica della piccola distribuzione.

PRIMO PROBLEMA: LA PAROLA DEGRADO.

Concentriamoci su un termine espresso sia nel Regolamento Attuativo che nella Legge Regionale: DEGRADO.

Come si individua la zona degradata? Stando alla LR 2012 le zone adeguate devono essere riscontrate entro 180 giorni dalla sua data di approvazione ed emissione. SOLO dopo avere individuato tali zone, esse possono essere oggetto di costruzione. Verificheremo il recepimento di tutto ciò da parte del nostro Comune.

Il punto, però, è un altro: stando così le cose ed avendo effettuato le verifiche dovute, ecco che potremmo ritrovarci con un nuovo centro commerciale anche in qualche centro abitato. Forse proprio in un’area in cui si sperava in una riqualificazione verde con parchi dove fare giocare i ragazzi, oppure con un centro per anziani o collettivo.

SECONDO PROBLEMA: LA STRADA ED IL PARCHEGGIO

Il secondo problema è legato al traffico. Queste fantomatiche aree commerciali si possono trovare all’interno di zone abitate, quindi potrebbero portare nuovo traffico e problemi di parcheggio. Le strade circostanti, infatti, molto spesso non sono predisposte per reggere l’aumento di percorrenza del tratto stradale e tantomeno il quantitativo di posti per i necessari parcheggi. Anche ipotizzando lavori di adeguamento e parcheggi sotterranei e/o integrati, possiamo prevedere un innalzamento di smog ed inquinamento che di sicuro porterà ben più danni che benefici.

IL RISULTATO: ADDIO AI NEGOZI DI QUARTIERE

Se fino ad oggi, stentando ed arrancando, i negozi di quartiere sono sopravvissuti perchè rimasti a distanze ragionevoli dai centri di distribuzione, con questa manovra si riuscirà definitivamente a debellare tutti i piccoli commercianti. Il negozio sotto casa è da sempre sinonimo di garanzia di prodotti di qualità, non omogenei e meno standardizzati. La loro chiusura produrrà, quindi, un effetto a ricaduta sia sui produttori locali che sulla qualità ed anche sul costo dei prodotti migliori.

PERCHE’ NON PENSARE ALLA COMUNITA’?

In un momento di grandi problemi sociali in cui ci sarebbe bisogno di più luoghi di aggregazione, dove riscoprire l’aiuto ed il sostegno della comunità, si pensa di nuovo ad affossare i piccoli imprenditori per fare spazio ai grandi possidenti. Ci sarà di certo un aumento di richiesta di personale, ma a fronte di tante altre chiusure. Si crea lavoro, sì, ma altro non sono che ulteriori contratti a chiamata e non stabili. Se vogliamo costruire un futuro fatto di tanto lavoro solo per pochi e per sopravvivere, allora siamo nella giusta direzione!

ECCO COME AGISCE IL M5S

Abbiamo presentato una interpellanza in Comune per sapere se ci si sta muovendo in maniera coscienziosa.

1) Chiedendo al comune azioni per individuare e tutelare le attività storiche di commercio, redigendo un elenco di luoghi storici.

2)Provvedendo a definire un elenco di aree degradate.

3)Tutelando il commercio locale e la piccola distribuzione di quartiere.

Cliccare QUI  per leggere il documento presentato.

Solo con azioni coscienti e decise potremo affrontare il futuro, dando valore alla nostra società e non solo al denaro gestito dai grandi commerci.


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